Nicolò Barella

Nicolò Barella

Novembre – Week 2 – Goal Track: "Solid Ground" by Michael Kiwanuka

Illustrazione: Lorenzo Salvalaio
Immagine: Getty Images

Avete problemi di gol? Vi trovate sull’1-1 a pochi minuti dalle fine di una partita in casa con il Verona? Chiamate Barella.

In pochi secondi, con un perfetto tiro all’incrocio, risolverà la situazione. E più o meno così che è andata la partita sabato sera. L’Inter, dopo essere andata in svantaggio, ha prima ripreso la partita con il gol di Vecino e poi l’ha vinta con il siluro dell’ex Cagliari. Palla passata da De Vrij sulla trequarti, il 23 nerazzurro punta al limite dell’area un giocatore del Verona, lo salta e tira una fucilata che lascia senza scampo Silvestri.  

Barella sta vivendo un super momento. Dopo un inizio un po’ stentato, con un po’ di panchine e 45 milioni di spesa per lui dell’Inter sulle spalle, il ragazzo è esploso e sta diventando quel tuttocampista che l’Inter voleva. 

Ricorda un po’ Allan nel Napoli ai tempi di Sarri, ovvero un giocatore ovunque a metà campo e dopo questo gol, Antonio Conte, gli chiede qualcosa di più anche dal punto di vista realizzativo: “Noi abbiamo in rosa dei centrocampisti che hanno nelle corde questa possibilità di fare gol, mi riferisco a Vecino ma anche a Gagliardini, perché hanno una struttura proprio fisica per fare male. Barella è uno che si inserisce, deve migliorare nella fase realizzativa però è un ragazzo che arriva tante volte al tiro. Deve aumentare il suo bottino, ecco, oggi ha fatto il primo gol ma aveva già segnato con lo Slavia Praga. Sono molto contento per lui.

L’Inter, così, continua il suo inseguimento alla Juve. E rispetto all’anno scorso, tra le altre cose, i nerazzurri hanno migliorato di parecchio l’apporto offensivo dei centrocampisti. Infatti, con il gol di Barella, 13 su 32 reti in stagione sono arrivate dal centrocampo: Candreva e Sensi 3, Vecino, Barella e Brozovic 2 e Gagliardini 1. Questo, sicuramente, è merito del grande lavoro di Conte e del suo 352 che facilita gli inserimenti dei 3 di centrocampo, in particolare dei due interni. Adesso Barella, durante la pausa, riassaggerà l’azzurro della nazionale e attenzione che gli Europei son sempre più vicini.

 Un po’ come Silvestri sul tiro di Barella, anche noi arriviamo in ritardo e vi parliamo solo adesso del disco di Michael Kiwanuka. Un artista che, probabilmente, qualcuno di voi aveva già apprezzato prima dei Radiohead a Monza qualche anno fa e che settimana scorsa è uscito con il suo terzo album. 

KIWANUKA, LP omonimo, è un disco davvero interessante. Un mix di soul, funk e blues che esalta le caratteristiche del cantante inglese. Sempre prodotto da Danger Mouse e Inflo, l’artista si presenta più maturo e solido sia nei testi che nella musica e, così facendo, arricchisce il suo disco rispetto al precedente Love & Hate. Lo stesso artista conferma questa sensazione con le sue parole: “L’ultimo album è venuto da un luogo introspettivo e sembrava una terapia, credo. Questo invece riguarda il sentirsi a proprio agio in ciò che sono e chiedersi cosa voglio dire veramente. Si tratta dell’accettazione di sé in un modo più trionfante piuttosto che malinconico. È un album che esplora cosa significhi un essere umano oggi.” Il pezzo di KIWANUKA assolutamente da ascoltare è Solid Ground. Il 7 dicembre Michael Kiwanuka sarà in concerto al Fabrique e per chi volesse un’anteprima guardate il bellissimo video proprio di Solid Ground per Colors, una vera prova di bravura del soulman inglese che vi farà venir voglia di essere nelle prime file ad attenderlo prima della sua data.