Stefano Sensi e Lazza

Stefano Sensi & Lazza: Ragazzi d’Oro

Due talenti a cui è stato concesso il famoso golden touch di Re Mida

Illustrazione: Eleonora Friselli

Ovidio ne Le Metamorfosi racconta la storia di Re Mida. Il mito si origina con la sparizione di Sileno, maestro di Dioniso. Il satiro si era perso sbronzo in un bosco e si era assopito in un giardino di rose. In quel posto la mattina dopo lo ritrovarono dei contadini e lo portarono dal re proprietario di quei terreni: Mida. Il sovrano lo ospito nella sua reggia per 10 giorni offrendogli tutto quello che volesse e all’undicesimo giorno lo riportò in Lidia da Dioniso.

Una volta riportato il satiro dal Dio, Mida ricevette come dono la possibilità di chiedere qualsiasi cosa volesse. Il suo desiderio, perciò, fu quello di poter trasformare in oro qualsiasi cosa toccasse. Ovidio racconta come il re sperimentò subito il suo potere: “Quasi non credendo a sé stesso, staccò un ramo verdeggiante dal ramo di un basso leccio e quello diventò oro. Prese un sasso da terra e anche quello divenne d’oro. Tocca allora una zolla di terra: al suo magico tocco diventa una pepita d’oro.” (Metamorfosi, Libro XI)

Il re, tuttavia, si accorse ben presto che non poteva neanche mangiare e sopravvivere per colpa di quel potere e, così, chiese a Dioniso se potesse revocare il desiderio. Il dio impietosito esaudì anche questa volontà del re.

Questa premessa, degna di una lezione di lettere antiche, per presentare i due Mida del mese di ottobre: Sensi e Lazza.

Il primo ha giocato il primo mese e mezzo di Inter letteralmente trasformando in oro ogni pallone toccato.

Il secondo, che ha pubblicato il suo album proprio con il nome Re Mida, è uscito con una super repack, dello stesso disco, qualche settimana fa.

Tra l’altro, in un mondo come quello attuale, in cui ragazzi nati dopo il 2000, come Madame o Kean, hanno già sfondato nei loro ambiti di riferimento, si può dire che sia Lazza sia Sensi siano arrivati al grande successo tardi rispetto allo standard dei loro colleghi.

Stefano a 19 anni giocava ancora al San Marino in Lega Pro, mentre, per esempio Zaniolo, alla stessa età, aveva già segnato in Serie A. Ma il suo allenatore di quei tempi aveva già capito tutto: “Presi la decisione che sarebbe stato il capitano della prima squadra a 18 anni. Successe un casino. Tutti mi chiedevano il perché e io rispondevo che aveva 18 anni ma era il più forte di tutti. Punto.”

Lo stesso Sensi, una volta più maturo, celebra il suo maestro Fernando de Argila, spagnolo, che lo ha allenato proprio al San Marino: “Sicuramente è stato il primo a credere davvero nelle mie caratteristiche, mi ha imposto anche di fronte a chi non accettava il mio modo di giocare. Del suo calcio mi porto ancora dietro un segreto che mi diceva sempre: << decidi prima la giocata che vuoi fare, guarda dove vuoi andare prima che ti arrivi il pallone >>. C’è tutto in quelle parole.” 

Ma anche dopo anni, Fernando continua ad esaltare il suo pupillo: “Dichiarai che quando aveva 17-18 anni era più forte di Xavi e Iniesta. Ha sempre avuto qualità eccezionali, non solo calcistiche anche tecniche. Leggeva perfettamente la partita, sapeva quando accelerare e quando rallentare. Era diverso da tutti. Se avesse fatto la Cantera del Barça sarebbe esploso prima”.

E anche Lazza, riprendendo le parole di Fernando, è “esploso tardi”. Sarà anche perché il ragazzo, diversamente da altri suoi colleghi, ha amato studiare la musica. Ai tempi delle medie e del liceo Jacopo studiava pianoforte, passione di suo nonno, al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano ed era uno studente modello con un debole per Chopin. Questa passione ha deciso di sfruttarla anche nel rap per impreziosire le sue rime, percorso già seguito da altri artisti come Anderson Paak. Lazza, infatti, parla così della varietà di Re Mida: “Penso che per fare l’ignorante ci voglia intelligenza, comunque. Ho un bagaglio diverso, ho studiato tanti anni perché mi piace la musica e secondo me un artista per essere completo deve spaziare tra una cosa e l’altra. Se fai un disco di tracce tutte ignoranti o un disco di tutte introspettive e frignone dopo un po’ ti annoi.”

Ma torniamo a questi mesi del 2019, quelli in cui probabilmente Dioniso ha concesso lo stesso potere dato al Re della Frigia al giocatore nerazzurro e al rapper milanese.

Il numero 12 dell’Inter, in questo primo mese e mezzo, ha segnato 3 gol (il suo massimo stagionale in Serie A era 2) ed è entrato attivamente in 5 gol, davvero indispensabile. Grandissimo merito in questo mese d’oro, come dice lo stesso Stefano, è da attribuire ad Antonio Conte: “Sicuramente la sua mentalità fa migliorare. Sento già di essere cresciuto soprattutto mentalmente. Penso che nel calcio di oggi non conti molto il fisico quanto la velocità di esecuzione e la tecnica. Con Conte mi sto trovando molto bene a fare la mezzala anche se io mi sento regista”.

Queste prime prestazioni di Stefano non sono passate inosservate anche a Massimo Moratti: “Non mi aspettavo un Sensi così forte, è intelligente e ha velocità, ha cambiato la squadra come Sneijder” e il paragone con l’olandese al momento non sembra così azzardato. Sensi, come l’ex numero 10 dell’Inter del Triplete, gioca tra le linee, decide il ritmo della squadra, tira le punizioni e si inserisce per segnare. Nonostante la posizione dei due sia leggermente diversa, i nerazzurri potrebbero finalmente aver trovato il giocatore che collega i reparti che tanto mancava.

Lazza, dopo aver fatto disco d’oro con Re Mida in soli 3 mesi e prima di iniziare il suo tour ha deciso di pubblicare una repack speciale dell’album: Re Mida (Aurum) contenente 5 inediti, tra cui Gigolò con Sfera Ebbasta e Capo Plaza, e Re Mida (Piano Solo) nel quale 8 brani del disco sono stati rivisitati in chiave pianoforte-voce.

Rispondendo alle domande sul perché di un disco così Jacopo risponde in modo schietto: “Lo so fare quindi non vedo perché no?! Oggi vince chi fa qualcosa di diverso perché ci sono tanti che sono bravi e in qualche modo devi emergere”. Come dargli torto. D’altronde questa è proprio una delle caratteristiche che rendeva il suo disco speciale in Italia, anche prima di questa repack.

Certo a vederlo non ha proprio l’aspetto del pianista e, come racconta lui stesso, altri rapper, non si capacitano di questo. Emis Killa, rispondendo a una sua storia Instagram al piano, gli ha scritto: “Io ancora dopo anni che ti conosco faccio fatica ad abbinare le tue mani alla tua faccia da scappato di casa”. Ma vietato chiedergli se avrebbe preferito sfondare come pianista: “Così ai live mi porto il piano e divento quello che rappa e sa fare altro.” 

Il tour di Lazza parte tra qualche giorno e Sensi, reduce da un piccolo infortunio, tornerà a breve. Andate a vederli il prima possibile, non si sa mai che chiedano a Dioniso di revocare il dono fatto loro.